 |
 |
 |
 |
|
|
|
Beato Angelico
Guido di Pietro, detto il Beato Angelico, nacque a Vicchio
di Mugello intorno al 1400 e morì a Roma nel 1455, crebbe artisticamente
a Firenze ed entrò nel convento di San
Domenico di Fiesole e prese il nome di "fra Giovanni". Tra le
sue prime opere si ricordano la “Madonna dei Domenicani” del
Messale numero 558, il Trittico di “San Pietro martire” e la
“Madonna con Bambino e santi”. Queste opere sono conservate nella
Chiesa del convento di San Marco.
|
|
|
|
Caratteristica delle opere dell'Angelico è
il cromatismo delicato e l'uso di una illuminazione piena ispirandosi al Masaccio.
Prima della realizzazione degli affreschi del convento di San
Marco a Firenze, che avvenne tra il 1438-1446, l'Angelico eseguì
alcune opere considerate i suoi capolavori: il primo, "L'incoronazione" che
oggi si trova al Louvre, dove sono rappresentate una serie di figure
inginocchiate davanti ad una scala, in cima alla quale avviene la
rappresentazione dell'incoronazione.
|
|
 |
|
|
|
Alcune di queste figure sono poste di spalle, e questo rappresenta
una novità per la pittura del tempo, nel dipinto della
"Crocifissione" nella sala capitolare, rappresenta la Maddalena posta di spalle,
Nella "Deposizione di Santa Trinità", il secondo, egli realizza un paesaggio
nel quale immette i suoi personaggi
ordinati secondo una composizione studiata ed equilibrata, e infine il Trittico
di Perugia, il terzo. Tali opere sono conservate al Museo di San Marco. Nella
predella del Trittico di Perugia del 1437, sono visibili alcune delle
più belle scene rappresentate dall'artista come per esempio "Nascita
e Vocazione del Santo", nelle quali è evidente il gusto per il racconto fiabesco e fantastico.
|
|
|
|
|
 |
|
Tra il 1438 e il 1446 realizzò gli affreschi per il convento di San
Marco che aprirono una nuova fase nello sviluppo del suo stile
pittorico, caratterizzato da un maggiore austerità e da un maggiore
misticismo. Esemplare è la tavola
rappresentante il "Giudizio Universale" (nell'ospizio dei
Pellegrini). Tra gli affreschi del
convento vi sono: "Il Crocifisso", la "Trasfigurazione" e "San Domenico",
che si trova nel chiostro, e la bellissima "Annunciazione". L'affresco
si trova alla fine della scala che conduce alle celle del primo piano.
L'atmosfera che pervade questo celebre dipinto è serena,
pacata, molto dolce, l'angelo si china in segno di riverenza.
Il Beato Angelico però non aderisce fino in fondo al realismo del Masaccio,
finendo con il prediligere la contemplazione divina piuttosto
che la rappresentazione delle cose terrene.
|
|
|
|
L'artista nel 1445 si recò a Roma, con il discepolo Benozzo Gozzoli,
dove per Papa Eugenio IV realizzò degli affreschi, andati perduti
nel tempo, successivamente a Orvieto iniziò la decorazione della cappella di San Brizio nel Duomo,
ancora dopo fu richiamato a Roma dove decorò per Papa Niccolò V la
cappella Niccolina in Vaticano raffigurando le “Storie di Santo Stefano” e “San Lorenzo”.
Prima del 1449 eseguì anche i dipinti per gli sportelli dell'"armadio
degli Argenti" posto nell'oratorio della Chiesa della
Santissima Annunziata. Si trattava di 41 piccoli pannelli che ornavano
il luogo in cui erano convervati gli ex voto realizzati in materiali
preziosi. Quando la porta fu smembrata cinque pannelli andarono perduti
mentre 35 furono trasferiti al Museo di San Marco.
|
|
|
|
|
Sandro di Mariano Filipepi detto Botticelli
Il Botticelli nacque a Firenze nel 1445 e morì a Firenze nel 1510. La sua formazione
avvenne nella bottega di Filippo Lippi come si può vedere dalla sua
prima opera “La Madonna con Bambino” del Museo di Capodimonte a Napoli.
Influenzato anche dall'arte del Pollaiolo, Botticelli produsse opere
come la “Fortezza” e il “San Sebastiano”. Il pittore dipinse per Lorenzo
di Piero de' Medici "La Primavera”. In questo dipinto, la figura centrale,
che rappresenta Venere, si trova tra due gruppi di personaggi: da una
parte Zeffiro che insegue Flora e la primavera vestita di fiori, dall'altro
le tre Grazie e Mercurio, i colori usati sono freddi e chiari, il tutto è immerso in una
atmosfera evanescente e fioca. Nel 1482 realizza "La Nascita di Venere”
insieme ad altri dipinti quali: “Pallade” e il “Centauro e Marte e Venere”.
|
|
 |
|
|
|
Negli stessi anni dipinge anche quadri a soggetto sacro come la
“Madonna Magnificat” e la “Madonna della melagrana”. Soggiornò
a Roma e lavorò con artisti come Cosimo Rosselli, il Ghirlandaio e il
Perugino ad alcuni affreschi nella cappella Sistina, eseguendo i tre
riquadri con la Punizione dei ribelli, le Prove di Mosè e le Prove di
Cristo. Verso la fine del secolo il suo stile subì un mutamento, la
sua pittura si fece di carattere sacro probabilmente a causa dell'
influenza delle predicazioni del frate Girolamo Savonarola. Nel 1495
dipinse la “Calunnia”, la “Natività”, “La Pietà”, “l'Annunciazione”,
tutte opere che rispecchiano questo suo nuovo modo di dipingere,
opere di alta tensione spirituale.
|
|
E' vietata ogni riproduzione dei contenuti di questo sito. Per informazioni rivolgersi a info@la-citta-di-firenze.com
Realizzazione siti internet
|
|