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Benvenuto Cellini
Ben(e)venuto Cellini (Firenze 3 novembre 1500 - Firenze il 13 febbraio 1571, è sepolto
nella chiesa di Santa Maria Novella). Il padre, Giovanni Cellini era suonatore e
costruttore di strumenti musicali e la madre era Maria Lisabetta Granacci. Fu
orafo, scultore e scrittore. Il padre cercò inutilmente di indirizzarlo verso una
carriera da musico, il giovane però preferì andare a lavorare, a quattordici anni,
prima nella bottega del padre dello scultore Bandinelli poi nella bottega dell'orafo Marconi.
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Continuò gli studi a Bologna ed a Pisa sotto l'orefice Ulivieri Della Chiostra,
poi a Roma dove iniziò a lavorare nella bottega di Giovanni de' Georgis. Nel 1524
aprì una bottega propria e realizzò numerose opere. Entrò anche in contatto con
altri artisti ed orefici. Partecipò con successo alla difesa di Castel Sant'Angelo
e del papa Clemente VII durante il Sacco di Roma nel 1527, uccise insieme ad altri,
il comandante Carlo di Borbone con un colpo di archibugio e ferì il suo successore, il
principe d'Orange.
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Dopo il sacco di Roma si trasferì a Mantova dove lavorò per la famiglia Gonzaga.
Purtroppo le opere di questo periodo, tra le quali vi erano dei candelabri
per il vescovo di Salamanca, sono andate perdute. Intanto è protetto dal Cardinale
Ippolito d’Este. Nel 1529 Clemente VII lo richiamò a Roma e lo nominò stampatore
ufficiale della zecca pontificia.
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Fu rimosso dall’incarico nel 1533 a causa di voci fatte circolari sul suo conto
da un altro orefice romano, da lui ucciso nel periodo di interregno tra la morte
di Clemente VII e l'elezione di papa Paolo III Farnese. Il nuovo papa una volta
eletto lo assolse. Si scontrò però con il violento figlio del Papa, Pier Luigi Farnese e temendo per la
sua vita fuggì a Firenze dove lavorò alla corte di Alessandro de' Medici, duca di Firenze.
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Nel 1535 fu a Venezia, dove conobbe Jacopo Sansovino e imparò la tecnica della fusione.
A Roma venne accusato di avere sottratto alcuni beni papali durante il Sacco della Città
e per questo fu catturato ed imprigionato in Castel Sant'Angelo. Grazie alla protezione
del Cardinal Cornaro, evase qualche giorno dopo la cattura. Nel 1540 fu a Fointanbleu,
alla corte di Francesco I, con il Rosso Fiorentino e
Francesco Primaticcio. Tre anni dopo forgiò quel "monumento da tavola" che è la
Saliera per il re, una saliera raffigurante la terra ed il mare.
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PERSEO
Lasciata la terra di Francia nel 1554 a Firenze eseguì il suo
capolavoro: il "Perseo", ubicato all’ombra
della loggia dell’Orcagna dei Lanzi.
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Fu eletto Accademico nella prestigiosa Accademia e Compagnia delle Arti del Disegno
fondata nel 1563 da Cosimo I de' Medici. A Madrid scolpì in un unico blocco marmoreo
il "Cristo" per l’Escorial (1556-1557). Nel 1558 iniziò a scrivere "La Vita" che interruppe
nel 1567 per scrivere i "Trattati" dell’Orificeria e della "Scultura", dove espose
tutte le conoscenze didattiche e tecniche apprese in lunghi anni di lavoro.
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