Affresco Chiesa Santa Maria Novella

Giovanni Boccaccio
Giovanni Boccaccio nacque a Certaldo o Firenze nel giugno 1313 e morì a Certaldo il 21 dicembre 1375, il padre era un ricco mercante bancario di Certaldo e uomo di rilievo nella città di Firenze, la madre era di umili origini.





Nel 1327 Giovanni Boccaccio fu mandato a Napoli a studiare legge ma egli si dedicò quasi interamente alla letteratura e fece la conoscenza di alcuni tra gli uomini e le donne più di rilievo della corte degli Angiò. Nel 1340 ritornò a Firenze, si occupò di uffici pubblici e gli furono affidate missioni diplomatiche a Padova, in Romagna, ad Avignone e da altre parti. Dopo il 1350 nacque la sua amicizia con Petrarca che durò fino alla morte di quest'ultimo nel 1374.
Dopo aver cercato inutilmente di imparare un mestiere come voleva il padre si dedicò agli studi letterari sotto la guida di alcuni tra i più autorevoli studiosi del tempo. In questo periodo lo scrittore scrisse il romanzo in prosa Elegia di Madonna Fiammetta e compose opere, come l' Amorosa visione e il Ninfale Fiesolano, legate alla tradizione fiorentina. Nel 1347-1348, fu ospite di Francesco Ordelaffi il Grande, a Forlì.



Nel 1360 Papa Innocenzo VI offre al Boccaccio un beneficio ecclesiastico ma i suoi amici cercano di compiere un colpo di stato e quindi non gli vengono più concesse le prebendae. Nel 1361 tornò a Certaldo dove rimase fino al 1365. Il periodo che va dal 1365 all'anno della morte (venne denominato "periodo fiorentino-certaldese") Boccaccio tornò a svolgere incarichi pubblici per Firenze e curò un'edizione critica delle opere di Dante. Nel 1370 trascrisse un codice autografo del Decameron.
Tra le opere del Boccaccia vi sono: Filocolo (1336-38), Filostrato (1335), Teseida (1339-41), Caccia di Diana (1334/38) e le Rime (la cui composizione rimanda ad anni diversi). Tra le opere scritte durante la sua permanenza a Firenze emergono "La Comedia delle Ninfe fiorentine" (1339-1340), "L'Amorosa visione" ed "Elegia di Madonna Fiammetta" (1343-1344).



Nel 1361 scrisse opere in latino di matrice umanistica come la Genealogia Deorum Gentilium ed il Corbaccio scritto in volgare. Il capolavoro di Boccaccio è il Decameron, il cui titolo fu ricalcato dal trattato Hexameron di Sant'Ambrogio. Il libro, composto da cento novelle, narra di un gruppo di ragazzi e ragazze che, durante l'epidemia di peste del 1348, si rifugiano sulle colline presso Firenze raccontando a turno delle storie.
Nell’opera rientrano alcune delle tematiche predilette da Giovanni Boccaccio, come per esempio l'amore, la beffa, la fortuna, le peripezie.

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