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CHIESA DI ORSANMICHELE
Nel quartiere ad ovest di Piazza della Signoria, vicino a Via
de’Calzaiuoli, si trova la Chiesa di Orsanmichele o chiesa delle
Arti. All’esterno della chiesa una volta si trovavano pregevoli
statue che ora sono in fase di restauro e che poi saranno collocate
nei vari musei fiorentini. Originariamente la chiesa era un piccolo
oratorio, dedicato a San Michele Arcangelo, circondato da un orto.
Nel 1240 l’oratorio fu demolito per costruire una loggia di legno,
realizzata da Francesco Talenti, per il mercato dei cereali e i
commerci delle Arti maggiori.
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Nel 1304 fu distrutta da un incendio,
nel 1337 fu ricostruita, le arcate furono chiuse nel 1367 da Simone
Talenti. Il sito tornò ad essere una chiesa, anche se i due piani
superiori furono adibiti a magazzino. La chiesa fu chiamata San Michele
ad Hortum (divenuta San Michele in Orto ovvero Orsanmichele per abbreviazione
popolare). Le mura erano state costruite in modo da disporre nelle nicchie
che adornavano le colonne con le statue dei santi patroni delle arti e delle
corporazioni, si trattava infatti del momento di massimo fulgore delle
attività produttive fiorentine. Alla realizzazione delle statue lavorarono
artisti come Donatello, Ghiberti e Luca della Robbia.
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Nel XV secolo, la Signoria che voleva promuovere il decoro urbano,
esortò le corporazione e collocare tutte le statue mancanti nei tabernacoli
e a sostituire quelle già presenti con esemplari in bronzo più preziosi e
duraturi. Un passaggio collega Orsanmichel al palazzo dell’Arte della Lana.
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Le nicchie sono 14 e le statue sono:
una copia del Giovanni Battista di Ghiberti del 1412-16 in stile
goticheggiante, commissionata dall’Arte di Calimala, la Corporazione
dei Commercianti all’ingrosso dei tessuti; una copia del San Tommaso
incredulo del 1473-83 del Verrocchio per la Mercatanzia il Tribunale dei
mercanti; il San Luca del Giambologna del 1610 per i Giudici ed i Notai;
il San Pietro del 1408-13 di Brunelleschi per i Beccai (macellai); due
sculture di Nanni di Banco: San Filippo del 1412-15 per i Conciapelli e i
Quattro Santi Coronati (protorinascimentale) per i Muratori ed i Carpentieri;
una copia del San Giorgio del 1416-17 di Donatello per i Corazzai (armaioli);
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San Matteo del 1419-22 e Santo Stefano del 1425-28 di Lorenzo Ghiberti,
il primo per il Cambio (banchieri) e il secondo per l’Arte della Lana;
Sant’Eligio del 1417-21 di Nanni di Banco per i Maniscalchi; il San Marco
del 1411-13 di Donatello per i Linaioli; una copia del San Giacomo del 1420
di Pietro Lamberti per i Pellicciai; una Madonna della Rosa del 1400 di
Simone Talenti per i Medici e Speziali, San Giovanni Evangelista del 1515
di Baccio da Montelupo per i Setaiuoli.
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All’interno della chiesa l’opera più importante è il grande
tabernacolo in marmo, scolpito fra il 1355 e il 1359, da Andrea
Orcagna. Serve da baldacchino ad una commovente Madonna delle Grazie,
attribuita a Bernardo Daddi, allievo di Giotto, che la dipinse durante
la grande peste del 1348 Questa opera fu realizzata grazie alle offerte
delle persone che erano miracolosamente sopravissute all’epidemia di peste.
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Al culto della Madonna delle Grazie, ritenuta miracolosa, si ispirava
la compagnia dei “Laudesi” destinata, fra l’altro, a combattere gli
eretici. Nel granaio che si trovava sopra la chiesa oggi è stato realizzato
il Museo di Orsanmichele raggiungibile dal Palazzo dell’Arte della Lana.
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