Affresco Chiesa Santa Maria Novella

San Miniato al Monte

La Chiesa di San Miniato al Monte è dopo il Battistero la chiesa più antica della città. E' un esempio di chiesa romanica, molto ben conservata, dalla facciata policroma e dall'interno ricco di opere d'arte. La facciata è in marmo di colore bianco (marmo di Carrara) e serpentino verde-scuro, il verde di Prato, come quello del Battistero cui assomiglia con i suoi disegni geometrici. L'ordine inferiore è con semicolonne che sorreggono archi ciechi a tutto sesto.





Gli ordini superiori risalgono al XII secolo e furono finanziati dall'Arte di Calimala (arte della lana). Sul tetto della chiesa si può ammirare lo stemma della corporazione (mercanti di tessuti) : un aquila in rame dorato che sormonta la cuspide reggendo fra gli artigli un torsello di lana. La parte superiore della chiesa è ornata da un mosaico del XIII secolo, Cristo benedicente in trono tra Maria e San Miniato. La Torre Campanaria, crollata, fu sostituita dall'attuale campanile di Baccio d'Agnolo i cui progetti risalgono al 1518. Durante l'assedio di Firenze il campanile fu bersagliato da artiglierie nemiche perchè un soldato sparava dalla cella campanaria con due colubrine, per protegge il campanile Michelangelo lo fece avvolgere con balle di lana.
La Chiesa è dedicata a San Miniato, il primo martire cristiano che visse a Firenze. Qui fu vittima delle persecuzioni dell'Imperatore Decio che ordinò la sua esecuzione vicino alla piazza della Signoria. La leggenda narra che Santo Miniato trasportò in mano la sua testa fin su il mons Florentius, una collina ricca di templi pagana. San Miniato fu sepolto insieme ad altri cristiani. Un documento attesta l'esistenza di una cappella affidata ad un monaco, fin dal IV secolo. Dalla primitiva cappella si è sviluppata a partire dal 1018 l'attuale costruzione per volontà di Alibrando, vescovo di Firenze, e con il finanziamento dell'imperatore Enrico II. Attualmente la chiesa è affidata ad una congregazione benedettina.



L'interno della chiesa è costituito da tre navate con un bellissimo presbiterio elevato sulla cripta, il pulpito è a intarsi marmorei, i rivestimenti delle colonne risalgono all'ottocento, i capitelli delle colonne sono romani e bizantini. Gli intarsi del pavimento risalgono al 1207, una tarsia marmorea raffigura i segni zodiacali. Nella parte centrale della navata si trova la Cappella del Crocifisso proprio davanti alla cripta di San Miniato. Dalla Cappella del Crocifisso si arriva al coro e al presbiterio con stalli intarsiati del coro ligneo, dominato da un magnifico pulpito con transenna marmorea.
Il mosaico nell'abside dietro il presbiterio è del 1297 ed è opera dell'artista che creò il mosaico della facciata. Il mosaico rappresenta Cristo in trono fra la Vergine e San Miniato. a Luca della Robbia. Le pareti della sagrestia sono coperte da un ciclo di affreschi di Spinello Aretino, del 1378, sulla vita di San Benedetto. Sull'altare maggiore si trova un crocifisso attribuito a Luca della Robbia.



La Cappella del Crocifisso
La Cappella del Crocifisso fu progettata nel 1448 da Michelozzo e può essere considerata uno dei suoi capolavori. Michelozzo era l'architetto di palazzo Medici che avevano commissionato la costruzione della cappella per conservarvi il crocifisso di SanGiovanni Gualberto trasferito poi a Santa Trinità. I dipinti sono di Agnolo Gaddi mentre i rosoni dei cassettoni della volta sono di Luca della Robbia
La Cappella del Cardinale del Portogallo
Nella parte bassa della chiesa si trova la Cappella del Cardinale del Portogallo, Jacopo di Lusitania terminata nel 1473 da Antonio Rossellino. Jacopo di Lusitania, nipote di Aflfonso V, re del Portogallo inviato a Perugia per studiare il diritto canonico e divenuto ambasciatore di Firenze. A differenza delle altre cappelle funerarie viste come piccole chiese, qui fu realizzato un mausoleo con effetti pittoreschi, con elementi della decorazione paleocristiana, le pareti sono rivestire di serpentino verde e porfido rosso.


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