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La Chiesa di Santa Maria Novella
La Chiesa di Santa Maria Novella si affaccia sulla Piazza Santa Maria Novella, propria davanti alla
stazione ferroviaria. Originariamente era un modesto oratorio (intorno al X secolo), chiamato Santa Maria delle Vigne,
assegnato ai frati domenicani nel 1221 che lo restaurarono secondo il loro gusto. L'interno fu
completato nel 1360 e la facciata fu terminata nel 1456. La parte inferiore, in stile romanico-gotico,
fu realizzata entro il 1360, quella superiore, commissionata da Giovanni Rucellai a Leon Battista Alberti è in stile
classico (1456-1470). Il nome del finanziatore è scolpito per tutta la larghezza della facciata mentre lo stemma
della famiglia - la vela gonfia della fortuna - è il motivo decorativo che corre lungo il fregio centrale.
La chiesa fu stata realizzata in marmo rosa, verde e bianco.
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La chiesa fu costruita con l'intento di contenere il maggior numero di fedeli, per cui furono
realizzate tre navate e cinque cappelle absidali. L'interno gotico è ricco di tesori, fra i quali
si trovano un dipinto di Masaccio sulla navata sinistra, la "Trinità", e almeno tre cicli di affreschi.
Parte degli affreschi furono
coperti durante l'opera di restauro del Vasari negli anni '60 del '500. Il tema fu suggerito dal fatto che il
calendario domenicano inizia con la festa della SS. Trinità. Subito prima dell'affresco, nella navata
c'è un pulpito progettato dal Brunelleschi che è famoso perchè proprio da qui i domenicani denunciarono
Galileo Galilei. |
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Nella chiesa si trova la tomba del patriarca di Costantinopoli che morì nel convento adiacente
dopo i negoziati del Concilio di Firenze che avrebbero dovuto portare alla fusione della chiesa
bizantina e della chiesa romana.
La Cappella Rucellai
Questa cappella è rialzata rispetto al livello del transetto, contiene una "Madonna con il Bambino"
in marmo realizzata da Nino Pisano.
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La Cappella di Filippo Strozzi
La cappella a destra del coro fu acquistata da Filippo Strozzi, ricco banchiere, che commissionò
a Filippino Lippi un ciclo di affreschi sulla vita di San Filippo apostolo e di San Giovanni Evangelista.
L'opera manierista raffigurava la Crocifissione di San Filippo, il suo Miracolo davanti al tempio
di Marte, San Giovanni resuscita Drusiana e il Tentato martirio di San Giovanni. Nelle volte
sono raffigurati Adamo, Noè, Giacobbe e Abramo. Dietro l'altare della cappella si trova la tomba di Filippo
Strozzi magnificamente scolpita da Benedetto da Maiano.
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La Cappella Gondi
La Cappella Gondi di Giuliano da Sangallo ospita il famoso Crocifisso del Brunelleschi, una
splendida scultura lignea.
La Cappella Strozzi
La Cappela Strozzi si trova in fondo al transetto sinistro. Fu realizzata per chiedere perdono dei peccati di Tommaso
Strozzi antenato di Filippo Strozzi. I dipinti sono di Nardo di Cione, fratello di Orcagna (Andrea di Cione).
E' opera di quest'ultimo la bellissima pala dell'altare maggiore che raffigura Cristo in gloria e Santi.
Gli altri affreschi raffigurano il Paradiso, un commento all'Inferno, il Giudizio finale. Dal transetto si
accede alla sagrestia che contiene un magnifico Crocifisso su tavola di Giotto.
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Gli affreschi di Domenico Ghirlandaio decorano le pareti del coro nella Cappella Tornabuoni e dell'
altare maggiore. I dipinti raffigurano scene della Vita della Vergine ed episodi della Vita di
San Giovanni Battista. Gli affreschi erano stati commissionati da Giovanni Tornabuoni, banchiere,
zio di Lorenzo il Magnifico, ciò comportò che ricorresse più volte il ritratto dei componenti della
famiglia. Fra le figure rappresentate si possono riconoscere lo stesso Ghirlandaio, la figlia di Tornabuoni,
Giovanna degli Albizzi figliastra del Tornabuoni, la sorella di Tornabuoni madre di Lorenzo
il Magnifico. |
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Altre opere sono conservate negli edifici adiacenti a Santa Maria Novella, dove si
trova il Museo di Santa Maria Novella. Il primo chiostro è chiamato Chiostro Verde
e ospita gli affreschi di Paolo Uccello che mostrano le Storie della Genesi. Sui chiostri si apre
il Cappellone degli Spagnoli che fu sede dell'Inquisizione. Il nome deriva dal fatto che
Eleonora di Toledo la riservò, come luogo di preghiera, al suo seguito. Tutte le pareti
sono ricoperte di affreschi con oggetto la dura lotta dei domenicani contro l'eresia
e per la salvezza dello spirito dell'uomo.
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