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Del 1440 circa è il David bronzeo del Bargello. Questa opera fu
forse realizzata per il cortile di palazzo Medici su commissione
di Cosimo de' Medici e rappresentava sia l'eroe biblico simbolo
delle virtù civiche, sia il dio Mercurio che contempla la testa recisa di Argo.
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Sempre di quegli stessi anni e dello stesso clima culturale è la
statuetta con l'Amore-Attys, ora conservata al Bargello. A questo
periodo sono riferiti il busto-ritratto di Niccolò da Uzzano in
terracotta, la Madonna col Bambino e la Madonna Piot. Nel 1443
Donatello partì per Padova, dove sarebbe rimasto un intero
decennio, creando alcuni dei suoi capolavori assoluti. Padova,
dal punto di vista artistico era sede di una grande università,
già dalla fine del XIV secolo aveva sviluppato una sorprendente
modernità per cui accolse subito le istanze dell'umanesimo fiorentino.
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Sempre di quegli stessi anni e dello stesso clima culturale è la
statuetta con l'Amore-Attys, ora conservata al Bargello. A questo
periodo sono riferiti il busto-ritratto di Niccolò da Uzzano in
terracotta, la Madonna col Bambino e la Madonna Piot. Nel 1443
Donatello partì per Padova, dove sarebbe rimasto un intero
decennio, creando alcuni dei suoi capolavori assoluti. Padova,
dal punto di vista artistico era sede di una grande università,
già dalla fine del XIV secolo aveva sviluppato una sorprendente
modernità per cui accolse subito le istanze dell'umanesimo fiorentino.
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Forse grazie al riscontro positivo del Crocifisso, verso il 1446
ricevette una commissione ancora più imponente e importante:
la costruzione dell'intero altare della basilica del Santo,
opera composta da quasi venti rilievi e sette statue bronzee
a tutto tondo. Le statue a tuttotondo sono la Madonna col Bambino,
i santi Francesco, Antonio, Giustina, Daniele, Ludovico e Prosdocimo.
A queste si aggiungono i quattro rilievi con Episodi della vita di
Sant'Antonio e alcuni rilievi minori, quali le formelle dei quattro
simboli degli Evangelisti e i dodici putti.
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Nella Deposizione in pietra, forse per il lato posteriore dell'altare,
Donatello rielaborò il modello antico della morte di Melagro. Risale
probabilmente al 1446 la commissione da parte degli eredi del capitano
di ventura Erasmo da Narni, detto il Gattamelata (morto nel 1443), per
realizzare il monumento equestre del condottiero nella piazza antistante
la basilica del Santo. L'opera di bronzo fu completata nel 1453.
Partito da Padova nel 1454 Donatello tornò a Firenze dove realizzò
la Maddalena penitente, opera lignea del Museo dell'Opera del Duomo.
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Del 1453-1457 circa è il gruppo con Giuditta e Oloferne. Il gruppo
bronzeo rappresenta Giuditta velata, che dopo aver fatto ubriacare
Oloferne, si appresta a decapitarlo, nel basamento vi sono tre
bassorilievi con putti vendemmianti e scene d’ebbrezza. Risale a
questo periodo forse anche il sarcofago di Niccolò e Fioretta
Martelli in San Lorenzo, a Firenze. Anteriore al 1456 è la
Madonna Chellini, nata come bassorilievo e stampo assieme.
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Nel 1457 Donatello si trasferì a Siena. Qui portò con sé il San
Giovanni Battista, risalente probabilmente al 1455. Inoltre Donatello
doveva lavorare alle porte bronzee per il Duomo, ma anche in questo
caso non si trovò probabilmente d'accordo con i committenti ripartì
per Firenze nel 1459. Per non offendere i senesi lasciò comunque un
tondo raffigurante una Madonna col Bambino (ora identificata nella
Madonna del Perdono). Nel 1459 tornò nella sua città natale.
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