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Donatello
Donatello fu, con l’architetto Filippo Brunelleschi e il pittore
Masaccio, uno degli artefici del Rinascimento fiorentino, ma fu
soprattutto uno dei più grandi scultori di tutti i tempi contribuendo
al rinnovo della scultura accantonando le esperienze del tardo gotico
e superando i modelli dell'arte romana classica. Nacque a Firenze nel
1386 e vi morì 1466. Fu sepolto nei sotterranei della basilica di San
Lorenzo. Nel 1402, fino al 1404, fu a Roma con Brunelleschi, per studiare
le opere del passato. Nel 1404 tornò a Firenze e iniziò a lavorare nella
bottega di Lorenzo Ghiberti alla creazione dei modelli in cera per la
porta nord del Battistero. I primi lavori artistici di Donatello furono
realizzati per il Duomo, in particolare la facciata e la porta della Mandorla.
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Tra il 1409 e il 1411 eseguì il San Giovanni Evangelista per una
nicchia collocata a lato del portale centrale del Duomo. Dal 1411
lavorò alla decorazione delle nicchie della chiesa di Orsanmichele,
realizzando sicuramente due statue, il San Marco e il San Giorgio,
per altrettante arti di Firenze che avevano ricevuto il compito di
provvedere alla decorazione esterna con statue dei loro santi protettori.
Una terza statua realizzata per Orsanmichele, non più in loco dal 1459,
è il San Ludovico di Tolosa (1423-1425) in bronzo dorato, conservata al
Museo dell'Opera di Santa Croce.
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Dal 1415 Donatello fu assoldato di nuovo dall'Opera del Duomo per
partecipare alla decorazione scultorea del Campanile di Giotto,
all'epoca arrivato alle nicchie del terzo livello. Il lato ovest e
sud erano già stati terminati da Andrea Pisano e i suoi collaboratori
nel secolo precedente, perciò si dedicò al lato est. Per questo lato
Donatello, ormai nel pieno delle sue capacità artistiche, scolpì due
capolavori come lo Zuccone, il profeta Abacuc, e il Geremia. Nel 1423,
mentre stava lavorando ai Profeti per il campanile, Donatello ricevette
una prima, importante commissione fuori Firenze, venendo chiamato a
partecipare alla decorazione della fonte battesimale nel battistero
di Siena, accanto ad altri sei artisti, tra i quali Lorenzo Ghiberti
e Jacopo della Quercia.
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Per il battistero realizzò il pannello bronzeo del “Banchetto di Erode”,
che piacque particolarmente ai committenti, i quali gli affidarono subito
il compito di realizzare anche le due statuette a tutto tondo della Fede e
della Speranza. Verso il 1426 Donatello fuse la lastra tombale di Giovanni
Pecci per il Duomo di Siena, in bronzo. Tornato a Firenze, realizzò il
Reliquiario di San Rossore, un'opera di bronzo dorato.
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Dal 1425 al 1427 Donatello collaborò con Michelozzo al monumento funebre
dell'antipapa Giovanni XXIII, al secolo Baldassarre Cossa, nel battistero;
sicuramente di Donatello è la statua di bronzo del defunto, una conchiglia
racchiude una Madonna con il Bambino, nella parte superiore vi è un
baldacchino aperto mentre sotto una lastra sono realizzati con rilievi
dei geni alati e il nome e le cariche del defunto, sotto tre rilievi
raffiguranti le Virtù. Appena tornato da Roma Donatello siglò anche un
nuovo contratto con l'Opera del Duomo, per progettare una delle due
cantorie, questa balconata per organo si trovava sopra la porta della
Sagrestia dei Canonici nell'angolo sud-est della crociera.
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Nel 1434 vinse anche sorprendentemente un concorso per il disegno di una
vetrata del tamburo della cupola di Santa Maria del Fiore, che presentava
l’Incoronazione della Vergine. Nel 1435 circa eseguì l'Annunciazione per
l'altare Cavalcanti di Santa Croce. La Sagrestia Vecchia, la cappella
funebre della famiglia Medici nel XV secolo, fu costruita da Filippo
Brunelleschi tra il 1421 e il 1428 e fu decorata da Donatello a partire dal 1428.
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Per primi Donatello scolpì forse i tondi delle Storia di San Giovanni
evangelista. Solo nel 1434, dopo la morte di Giovanni di Bicci e il
ritorno di Donatello da Roma e di Cosimo de' Medici dall'esilio di
Padova, lo scultore riprese l'opera, che doveva essere conclusa nel
1439, Le opere nella Sagrestia erano otto medaglioni monumentali in
stucco policromo con le Storie di San Giovanni evangelista, patrono
della cappella (Resurrezione di Drusiana, Martirio, Visione a Patmos
e Ascensione) e quattro tondi con Evangelisti (Giovanni, Marco, Matteo e
Luca), due soprapporte sempre in stucco (Santi Stefano e Lorenzo, Santi
Cosma e Damiano) e due porte bronzee a formelle (Porta dei Martiri e Porta degli Apostoli).
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