 |
 |
 |
 |
|
|
|
Giotto
Il grande pittore Giotto nacque a Colle di Vespignano nel Mugello
nel 1266 da una famiglia di modeste origini, morì a Firenze l'otto gennaio
del 1337. Le notizie sulla sua giovinezza e la sua formazione sono
poche. Si sa per certo solo che fu allievo di Cimabue, con il quale
realizzò alcuni lavori, e che compì un importante viaggio a Roma
dove si stava sviluppando una nuova scuola pittorica della quale
facevano parte Pietro Cavallini, Jacopo Torriti e Filippo Rusuti
(questi pittori rappresentavano in pittura la tipica monumentalità dell'arte
classica).
|
|
|
|
Dopo queste esperienze Giotto lavorò al cantiere d’Assisi alla
Basilica di San Francesco d'Assisi che è costituita da 2 chiese
sovrapposte; la basilica inferiore presenta una serie di cappelle
affrescate da diversi artisti, mentre la chiesa superiore ha un disegno
unitario. I pittori che vi lavorarono furono: Cimabue, che realizzò
con i suoi collaboratori, tra i quali Jacopo Torriti e Duccio da Boninsegna,
la decorazione del transetto sinistro della chiesa superiore, alcuni di
questi affreschi, con storie dell'Antico e del Nuovo Testamento sono attribuiti
alla mano di Giotto, avvertibile soprattutto nelle due Storie d’Isacco e
nella frammentaria Deposizione nel sepolcro.
|
|
 |
|
|
|
Nelle decorazioni del registro inferiore, sotto le finestre, lungo
le pareti della navata, invece Giotto realizzò 28 affreschi che
rappresentano le scene della vita di San Francesco rappresentato
per la prima volta come un uomo, fra la gente, nella natura, nel
convento. Con questo lavoro Giotto chiuse in maniera definitiva
con lo stile bizantino e le rappresentazioni bidimensionali
e frontali delle scene sacre, calandole in un mondo reale. |
|
|
|
|
 |
|
Giotto al cantiere d’Assisi curerà anche la decorazione
della volta della basilica inferiore e della Cappella della
Maddalena. A questo periodo risale un dipinto su tavola, con
fondo in oro, che rappresenta San Francesco che riceve le
stimmate, oggi si trova al Louvre, realizzato per la
Chiesa di San Francesco a Pisa. Realizzò alcuni affreschi
anche a Roma che purtroppo non si sono conservati. Tornò
a Firenze dove eseguì altre opere, alcune delle quali oggi
frammentarie, tra le quali il grande Crocefisso su tavola che
si trova nella sagrestia della Chiesa di Santa Maria Novella
nel quale è ancora evidente l'abbandono degli schemi bizantini,
egli usa un solo chiodo per fissare i piedi del Cristo alla croce
il che induce alla sovrapposizione delle gambe creando un effetto
prospettico.
|
|
|
|
Intorno al 1304-1306 Giotto lavorò a Padova dove decorò
la Cappella degli Scrovegni eretta da Enrico Scrovegni.
Nella cappella un ruolo primario
lo esercita l’immagine della Madonna mentre la controfacciata è
dipinta con il Giudizio Universale. Sui lati e nell'arco
trionfale sulle pareti, divise in tre registri
decorativi, si trovano le Storie di Gioacchino e Anna e le Storie
della vita e della passione di Cristo, tra i quali: Il bacio di Giuda,
il Compianto sul Cristo morto. Prima del 1310 Giotto realizzò la Madonna
d’Ognissanti, una pala di grandi dimensioni oggi conservata agli Uffizi
di Firenze.
|
|
|
|
|
La sua inclinazione alla rappresentazione non solo fisica
ma anche psicologica dei personaggi è evidente nelle decorazioni
realizzate nella chiesa di Santa Croce a Firenze, nelle cappelle
Peruzzi e Bardi. La Cappella Peruzzi fu affrescata per prima con
le Storie di San Giovanni Battista e di San Giovanni Evangelista,
Nella Cappella Bardi sono rappresentate le Storie di San Francesco,
nella cappella Baroncelli invece si trova il Polittico della Vergine.
Tra il 1328
e il 1333 Giotto si recò a Napoli dove eseguì numerose opere per il re
Roberto d'Angiò, purtroppo andate tutte disperse.
|
|
 |
|
|
|
Da li poi si recò a Bologna dove lavorò al Polittico di Bologna
oggi conservato alla Pinacoteca Nazionale. A Roma per l'altare maggiore
della Basilica di San Pietro eseguì il Polittico Stefaneschi
oggi alla Pinacoteca Vaticana. Nel 1334 fu nominato "magister et gubernator"
dell'opera di Santa Reparata, il cantiere del Duomo di Firenze, dove realizzò
il primo piano del campanile detto appunto Campanile di Giotto. Si recò poi a
Milano alla corte di Azzone Visconti poco prima di morire.
|
|
E' vietata ogni riproduzione dei contenuti di questo sito. Per informazioni rivolgersi a info@la-citta-di-firenze.com
Realizzazione siti internet
|
|