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Girolamo Savonarola
Girolamo Maria Francesco Matteo Savonarola (Ferrara, 21 settembre 1452 –
Firenze, 23 maggio 1498) è stato un religioso e politico italiano.
Terzogenito del mercante Niccolò di Michele dalla Savonarola e di Elena Bonacossi,
discendente da nobile famiglia,
apparteneva all'ordine dei frati domenicani. Le sue opere furono inserite
nella prima edizione dell'Indice dei libri proibiti. Ora è Servo
di Dio e la causa per la sua beatificazione è stata introdotta il 30 maggio
1997 dall’arcidiocesi di Firenze.
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Dopo aver conseguito il titolo di maestro in arti liberali,
iniziò gli studi di medicina che tuttavia abbandonò già a
diciotto anni per dedicarsi allo studio della teologia; scrisse
alcuni componimenti poetici; lasciò la famiglia per entrare nel
monastero domenicano di Bologna. I suoi superiori lo vollero
predicatore pertanto in quel convento approfondì lo studio della
teologia. Nel 1479 fu inviato dal convento
a predicare in tutto il Nord Italia; in occasione del capitolo della
Congregazione domenicana lombarda del 28 aprile 1482 venne nominato lettore
nel convento fiorentino di San Marco. Giunse nella Firenze di Lorenzo de' Medici,
definita dallo stesso Girolamo "il cuore d'Italia", nel maggio del 1489.
Grazie alla intensità della sua predicazione radunò intorno a sè un seguito
devoto.
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Dal pulpito della Collegiata, l'anno successivo affermò che "aspettiamo presto
un flagello, o Anticristo o peste o fame. Se tu mi domandi, con Amos, se io
sono profeta, con lui ti rispondo. Non sum propheta", ed elenca le ragioni
della punizione divina: la cattiveria degli uomini - i cattivi maestri della
Chiesa, - il disprezzo
per i Santi ed i beati, la poca fede. Egli si spostò a Bologna e a Ferrara. Poi tornò a
Firenze dove venne eletto priore del Convento di San Marco e riprese le sue
predicazioni. Proclamando che Dio parlava per suo tramite rimproverò la città
di essere decadente e definì il governo dei Medici tirannico.
Egli incominciò a realizzare il suo progetto di rendere indipendenti
quanti più conventi possibili in modo da poterli controllare e dar maggior
forza alla riforma che aveva in mente.
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Quando il re Carlo VIII di Francia scese in Italia nel 1494 per imporre le
sue pretese al trono di Napoli, fu presentato dal Savonarolo come una punizione divina.
Piero de'Medici su arrese a Carlo VIII e fuggì da Firenze.
A Firenze fu proclamata la repubblica ma di fatto fu Savonarola a governare
la città, emise svariati decreti con i quali bandì il carnevale, impose il digiuno
e una ferrea osservanza delle legge divina.
Il 13 agosto 1494 ottenne il distacco dalla Congregazione lombarda dei
Conventi dei conventi domenicani di Fiesole, di San Gimignano, di Pisa e di Prato,
creando così una Congregazione toscana, della quale lo stesso Girolamo Savonarola
divenne Vicario generale. Volle che i suoi frati fossero un effettivo
ordine mendicante, privo di ogni bene e vendette i terrenti e i beni
dei conventi e gli oggetti personali dei frati, distribuendo il ricavato ai poveri,
fece economie nelle vesti e nel cibo.
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Il 16 novembre 1494 Savonarola si recò
al capezzale dell’amico Giovanni Pico della Mirandola, che ricevette da lui
l’abito domenicano. Direttamente dal Papa gli venne ordinato di predicare a
Lucca; tuttavia, a seguito delle proteste del governo fiorentino,
Lucca fu costretta a rinunciare alla richiesta. Si diffusero voci
intanto, ad opera dei suoi nemici, che lo accusarono di nascondere
molti beni nei conventi e di arricchirsi con i tesori dei Medici e
dei loro seguaci; Fra Tommaso lo accusò di occuparsi delle cose
dello Stato e non della fede, ma egli non raccolse le provocazioni.
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Il 21 luglio 1495 il Papa inviò al Savonarola un Breve, nel quale,
dopo aver espresso apprezzamento per la sua opera, lo esortava ad
andare a Roma affinchè potesse comunicare al Papa stesso le cose
gradite a Dio.
Naturalmente Savonarola rifiutò, temendo di essere arrestato,
adducendo motivi di salute e promettendo
un futuro incontro. Intanto inviava al Papa un libretto che
avrebbe potuto aiutarlo, è il Compendio di rivelazioni,
pubblicato a Firenze il 18 agosto.
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Il Papa rispose l'8 settembre con un altro Breve nel quale fra Girolamo,
accusato di eresia e di false profezie, veniva sospeso da ogni incarico
ed il giudizio a suo carico era demandato al vicario generale della Congregazione
lombarda, fra Sebastiano Maggi. Savonarola rispose il 30 settembre respingendo
tutte le accuse e rifiutando di sottomettersi al vicario della Congregazione,
che considerava suo avversario ed aspettandosi dal Papa l'assoluzione da ogni
accusa.
Continua........>
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