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Guelfi e ghibellini
I contrasti tra guelfi e ghibellini ebbero origini con la contesa tra Amidei e Buondelmonti nel 1216
ma si concretizzarono quando l'Imperatore Federico II inviò a Firenze il figlio Federico d'Antiochia a
sostegno dei ghibellini. Il governo ghibellino istituzionalizò le arti e introdusse al governo della città i rappresentanti
del Popolo. Ogni tentativo di insurrezione guelfa fu duramente represso da Federico d'Antiochia
e molti guelfi furono cacciati dalla città.
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Sebbene allontanati dalla città i guelfi mantennero
contatti con la Curia Pontificia e nel 1250 sconfissero l'esercito fiorentino a Figline Valdarno, in città intanto
una sollevazione popolo cacciò Federico d'Antiochia. Si parlò di quel periodi di Governo del Popolo Vecchio o del Primo Popolo.
Le Arti diventarono sempre più importanti in seno alla città, e l'aristocrazia sia di fede guelfa che
ghibellina sempre più debole, i popolani erano fedeli al papa. Fu costruito in
quegli anni il Palazzo del Popolo, divenuto poi il Bargello.
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I ghibellini esuli si riunirono e alla guida di Farinata degli Uberti riconquistarono la città di Firenze durante
la decisiva battaglia di Montaperti. Sebbene il vicario di Manfredi di Svevia in Toscana proponesse di radere
al suolo la città Farinata degli Uberti che amava la sua terra si oppose. Dante Alighieri parlò nella Divina Commedia
di questo episodio e manifestò il suo rispetto per Farinata degli Uberti sebbene si partito diverso dal suo furono confiscati i beni e distrutte le case dei guelfi.
Quando Manfredi fu sconfittto a Benevento il popolo insorse contro i ghibellini che furono cacciati. Gli scontri fra
guelfi e ghibellini continuarono con sorti alterne. Con il ritorno al potere dell'Imperatore Rodolfo d'Asburgo si stabilizzò
il potere dei ghibellini.
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Il partito guelfo si divise in due fazioni: i Donati (i neri) legati al papato e sostenuti
dal potere economico) e i Cerchi ( i bianchi), la fazione meno forte, quella dei bianchi, venne cacciata
mentre i neri si divisero in due ulteriori gruppi: i Donatesi (guidati da Corso Donati) e i Tosinghi (seguaci di Rosso Della Tosa).
Nonostante questi conflitti interni la città si sviluppava sempre più: furono aperti nuovi cantieri come quello
per la costruzione della Cattedrale, di Palazzo Vecchio e della cinta muraria, crebbero le imprese bancarie che arrivarono a
concedere credito anche ai sovrani di tutta Europa, si svilupparono le industrie manifatturiere.
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La situazione cambiò a seguito dello scoppio della guerra dei Cent'anni in Inghilterra. Il re Edoardo III d'Inghilterra
non potè restituire le ingenti somme ricevute dai banchieri fiorentini e ciò causò il fallimento di diverse grandi
famiglie: i Bardi, i Peruzzi, i Mozzi e gli Scali. In questo contesto si inserì il breve governo del Duca di Atene un nobile
francese giunto a Firenze al seguito di Carlo di Calabria. Gli fu affidato il governo della città nel tentativo
di trovare una via di uscita alla crisi. Purtroppo il suo tentativo di avviare una politica a favore dei ceti
subalterni non fu ben accolta e così fu cacciato dalla città il 26 luglio 1343.
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L'evento più tragico di quegli anni fu l'epidemia di pesta nera che colpì tutta l'Europa causando
la riduzione della popolazione, l'abbandono delle città verso le campagne e un conseguente
ristagno dell'economia.
La guerra degli Otto Santi
La politica interna italiana stava cambiando, con il ritorno del papa da Avignone Firenze iniziò
a temere mire espansionistiche nei suoi confronti e così decise di costituire una apposita magistratura
chiamata degli Otto di Guerra. Tali magistrati furono poi chiamati gli Otto Santi, a voler rimarcare
la legittimità delle rivendicazioni dei fiorentini. Solo con l'elezione di Urbano VI fu trovata
una soluzione alla diatriba.
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Intanto il Popolo Minuto incominciava a far sentire la sua voce con una serie di rivendicazioni che
portarono al noto tumulto dei Ciompi, i sottoposti dell'Arte della Lana (chiamati Ciompa) volevano salari più alti e condizioni
di vita migliori. La loro richiesta fu accolta anche se si trattò di un successo di breve durata.
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