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Il Battistero
Il Battistero si trova fra Piazza Duomo e Piazza San Giovanni nel centro
religioso della città. La facciata dell'edificio guarda il Duomo mentre l'abside
è rivolta a ovest. Inizialmente era
collocato all'esterno della cerchia delle mura, poi vi fu ricompreso, insieme al duomo, nella
quarta cerchia di mura realizzate da Matilde di Canossa.
Il Battistero riprende
il rivestimento di marmo ed i disegni geometrici del Duomo. Risale al VI - VII secolo, ma solo intorno
all'897 si trovano citazioni di questa opera nei documenti.
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Fu la prima cattedrale della città,
ancora prima della Chiesa di Santa Reparata ed è una preziosa testimonianza del legame
della città toscana con l'antica Roma.
Infatti per molto tempo si pensò che il Battistero fosse stato costruito
sui resti di un antico tempio romano dedicato al Dio Marte, per onorarlo dopo
la sconfitta della città di Fiesole. Si ritiene però che il monumento
in sè non sia di epoca romana, ma solo costruito con i resti provenienti
dal vecchio campidoglio romano della città (ad esempio le colonne e i resti
di un antico mosaico che si trovano al suo interno).
Il Battistero ha una forma ottagonale che simboleggia l'"ocatava dies", ovvero l'ottavo
giorno, il tempo del Cristo Risorso. Richiama il Battesimo, sacramento cristiano, attraverso
il quale i credenti iniziano una nuova vita in Cristo.
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Il rivestimento di marmo pregiato (bianco di Carrara e verde di Prato) è stato applicato durante
un opera di restauro nel 1059 ed è di natura classica, le porte e gli elementi decorativi
dimostrano invece un enorme interesse per l'arte antica. Nei secoli XII e XIII la struttura
fu ampliata con l'aggiunta della cupola monumentale a spicchi, non visibile
dall'esterno in quanto inglobata in un tetto piramidale, e dell'abside rettangolare e ovest.
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Le porte del Battistero
Dal 1300 al 1500 furono realizzate le tre porte in bronzo e i gruppi di marmo e bronzo che le
sovrastano.
La porta sud fu realizzata grazie all'arte di Andrea Pisano, arrivato a Firenze nel 1330, e al
finanziamento della corporazione fiorentina all'Arte di Calimala che voleva migliorare l'aspetto
dell'ingresso del Battistero. Dopo pochi mesi di lavoro lo scultore pisano aveva già
realizzato dei modelli in cera per la porta, modelli che furono fusi in bronzo. Nella porta si
trovano 28 formelle (riquadri) delle quali ben 20 sono dedicate alla vita di San Giovanni Battista,
titolare del Battistero e santo patrono della città di Firenze. I rilievi inferiori raffigurano l'Umiltà e le Virtù
cardinali e teologiche.
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Gli stipiti in bronzo sono stati realizzati da Vittorio Ghiberti mentre
le statue in bronzo sopra il portale raffigurano il Battista, Salomè ed il Carnefice.
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La porta nord
I lavori sul Battistero continuarono nel 1401 quando fu indetto un concorso
per realizzare la porta nord. Oggetto del concorso era una formella
con il sacrificio di Isacco.
La realizzazione della porta veniva offerta a Dio come ringraziamento
per la fine dell'epidemia di peste. Dalla selezione emersero due giovani orafi:
Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti (le prove del concorso sono conservate
al Bargello). Ai due artisti, entrambi risultati vincitori del concorso,
fu proposto di lavorare in coppia ma il Brunelleschi
rifiutò il rapporto di collaborazione e partì per Roma per studiare
Ghiberti invece accettò l'incarico e realizzò un capolavoro unico al mondo. |
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Le formelle realizzate furono 28 (come quelle di Andrea Pisano). Le venti
formelle superiori raffigurano scene della vita di Cristo e sono tratte dal Nuovo
Testamento, quelle inferiori rappresentano
i Quattro Evangelisti (San Luca - San Marco - San Giovanni - San Matteo) e i Quattro
dottori della Chiesa (Sant'Ambrogio - San Gerolamo - San Gregorio e Sant'Agostino).
Ghiberti dedicò alla realizzazione dell'opera circa 25 anni, fra il 1402 e il 1425, e fu coadiuvato
da grandi artisti come Masolino, Donatello e Paolo Uccello.
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