Villa sul fiume Arno

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La porta est

La porta est si può considerare il capolavoro del Ghiberti che impiegò ben 27 anni per realizzarla (dal 1425 al 1450). La porta contiene 10 formelle (contenute in 10 ampi riguadri rettangolari) che a differenza di quelle delle altre porte non sono racchiuse in una cornice gotica. Nelle formelle sono rappresentate scene tratte dall'Antico Testamento:





Le scene si susseguono su entrambi i battenti da sinistra a destra e dall'alto in basso:
La creazione e la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso
Il Sacrificio di Noè
Esaù e Giacobbe
Mosè che riceve le tavole dei 10 comandamenti
La battaglia contro i Filistei
Caino che uccide il fratello Abele
Abramo e il sacrificio di Isacco
Giuseppe venduto come schiavo in Egitto dai fratelli
La distruzione di Gerico
Salomone e la Regina di Saba
Purtroppo la porta fu in parte danneggiata dall'alluvione del 1966.
L'opera del Ghiberti è unica nel suo genere, l'artista utilizza tutti i mezzi a sua disposizione per enfatizzare la drammaticità di ogni scena, le stesse dorature sono impiegate per realizzare memorabili effetti prospettici.



In ogni formella sono rappresentati diversi episodi che si insieme si intrecciano e si fondono. Si può ammirare anche un autoritratto dell'autore: nell'incorniciatura del battente di sinistra è la quarta figura dall'alto nella fascia di destra. Gli altri sono ritratti di artisti suoi contemporanei. Purtroppo al momento le stutue che raffigurano i Profeti e le Sibille sono in corso di restauro e al loro posto sono esposte delle copie. Tale porta fu definita da Michelangelo porta del Paradiso per la sua bellezza.
Le colonne
Le colonne marmoree (porfido) sono collocata a fianco della porta est, non furono inserite nelle struttura perchè troppo deboli per sorreggere alcun peso. Le colonne furono donate a Firenze dalla città di Pisa in segno di ringraziamento per aver vegliato sulla loro città durante la battaglia di Maiorca ed averla salvata dalle mire espansionistiche della città di Lucca. La leggenda racconta che però, ritenendole troppo preziose per lasciarle ai fiorentini, i pisani le abbiano deliberatamente rovinate bucherellandole e indebolendo i pilastri



Anche un'altra colonna marmorea del Battistero è molto nota, si tratta della colonna a nord decorata con rami e foglie in bronzo per commemorare un miracolo. E' miracolo di San Zanobi, primo vescovo di Firenze, il suo corpo, mentre veniva trasportato da San Lorenzo a Santa Reparata sfiorò un olmo rinsecchito che improvvisamente germogliò.
Nelle colonne della porta sud sono scolpiti in leggero bassorilievo due rettangoli: si tratta di due misure in uso nell'alto medioevo, il piedo longobardo e il piede fiorentino. Il Battistero rimanda per la sua forma ad un tempio romano in quanto è ricco di colonne monolitiche, di sarcofagi scolpiti e di rivestimenti marmorei. Il pavimento rievoca il mondo islamico in quanto sono riconoscibili motivi zodiacali orientali..

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