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Museo del Bargello
Il Bargello originariamente era la prigione della città, qui venivano richiusi tutti coloro
che commettevano reati, molti furono anche torturati e uccisi. Le sentenze di condanna a morte
venivano eseguite nel cortile. Ora invece sono conservate nelle sue sale le statue rinascimentali più preziose
e affascinanti del mondo. La città di Firenze accolse sempre artisti e letterati che
arricchirono le sue case e i suoi musei di capolavori, la scultura in particolare si
sviluppo anche perchè la città era circondata di cave.
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Il palazzo del museo ha una mole imponente con un tetto circondato di merli, è il palazzo
più antico della fra quelli pubblici. E' chiamato anche Palazzo del Bargello o del Podestà,
in quanto fu costruito nel 1255 dopo la cacciata del governo aristocratico, per cui divenne
la sede del Podestà che era il supremo magistrato della città e del tribunale di
Firenze. Con il ritorno della Signoria i Medici destinarono il palazzo nel 1574 quale sede del capo
della polizia di allora (capo degli sbirri o bargello). Fu utilizzato come prigione fino al 1859.
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Al pianterreno si trovano i tesori di Michelangelo e cioè l'opera Bacco ubriaco del 1496, l'artista
la realizzò a soli 22 anni, si può ammirare anche la Madonna con il Bambino del 1503,
il Busto di Bruto del 1539 un ritratto
in pietra dalla grande potenza espressiva. Si possono poi ammirare il busto di Cosimo I di Benvenuto Cellini del 1545, una prova
prima della realizzazione della grande statua di Perseo. Sono conservate nel museo il modello
preparatorio del Perseo, gli originali del bassorilievo e della statuette alla base della grande statua.
Sempre di Cellini si possono ammirare il Narciso e due
statue di Ganimede.
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Sull'altro lato del suggestivo cortile si trovano: le sei figure allegoriche di Ammannati che
sono state tolte dalla fontana di Palazzo Pitti, opere del XIII secolo dello scultore Arnolfo di Cambio
e di Tino da Camaino. Nella loggia al primo piano si trovano i bizzarri animali in bronzo realizzati
dal Giambologna. Lo scalone del cortile è stato realizzato da Giuliano da Sangallo. Nel Salone
del Consiglio Generale si possono ammirare le opere del maggiore rappresentante del scultura
del rinascimento: Donatello. Fra tutte le opere spicca il David realizzato nel 1408 in
stile gotico. Altra opera è i San Giorgio realizzato per il tabernacolo della corporazione degli
armaioli, di cui si può ammirare una copia.
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Molto bella è la scultura di San Giovannino. Se questa scultura è ascettica, il famoso
David, realizzato tra il 1430 e il 1440, trasmette una forte carica sessuale. Donatello era molto
bravo anche come ritrattista come testimoniato dal Busto di Niccolò da Uzzano.
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Del grande artista Luca della Robbia si possono ammirare una raffinata serie di Madonne
in terracotta invetriata bianca e blue, e una lunetta con la Madonna e due Angeli. Una collezione
unica di arte decorativa europe e islamica si trova sempre su questo piano, si tratta
di avori bizantini e della Francia meridionale (scatole, pezzi di scacchi e tavole devozionali).
Nel secondo piano si trovano: le terrecotte dei Della Robbia (Andrea e Giovanni), la Sala
dei Bronzetti con i piccoli bronzi del Giambologna, i busti rinascimentali
di Giovanni de'Medici e Piero il Gottoso e il busto di Giovanni. Il Giovane guerriero
del Pollaiolo.
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Continuando con i busti si può ammirare il ritrotto del mercante fiorentino
Piero Mellini di Benedetto da Maiano, il busto di Battista Sforza di Francesco
Laurana, la Donna con mazzolino del Verrocchio. Da vedere anche il David del Verrocchio
e il piccolo gruppo bronzeo di Ercole e Anteo di Antonio del Pollaiolo.
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