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Palazzo Vecchio o della Signoria
Il Palazzo Vecchio o della Signoria è il Municipio di Firenze.
La sua costruzione iniziò nel 1299 come sede dei Priori delle arti.
La sua forma irregolare non sarebbe dovuta ai progetti dell'architetto
Arnolfo di Cambio ma ai contrasti fra le frazioni interne alla città, il
governo guelfo non voleva costruire il palazzo su un terreno appartenuto ai
ghibellini. Il palazzo fu modificato più volte ma fu senza dubbio con Cosimo I de' Medici,
che fece trasferire
qui il suo seguito da Palazzo Medici, che si ingrandì e si arricchì. Soprattutto
ad opera del Vasari che lo decorò sontuosamente e ne ricostruì gli interni. La Grande Famiglia Ducale
abitò qui fino a quando si trasferì dopo nove anni a Palazzo Pitti.
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Durante il breve periodo in cui Firenze fu capitale d'Italia, appena riunificata, il palazzo
ospitò la Camera dei Deputati e il Ministero degli Esteri. La sistemazione del cortile interno
del palazzo fu dovuta a Michelozzo nel 1453. La decorazione a stucchi e pitture fu realizzata
dal Vasari, allora architetto di corte, in occasione delle nozze di Francesco de'Medici con
Giovanna d'Austria. Vasari progettò anche la fontana centrale, mentre il putto con il delfino che
la sormonta è opera del Verrocchio, e lo scalone monumentale che conduce al primo piano del palazzo.
In cima allo scalone si trova un enorme sala detta Salone dei Cinquecento come sala riunioni
per il Consiglio Maggiore. |
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Nel salone dovevano essere realizzati due importanti affreschi che purtroppo non sono
giunti a noi. Una parete doveva essere affrescata da Leonardo da Vinci che realizzò La
battaglia di Anghiari che purtroppo si disgregò a causa della tecnica usata dall'artista, e l'altra
parete, che doveva essere realizzata da Michelangelo, con la rappresentazione de La battaglia di Cascina, era
appena iniziata quando l'artista si recò a Roma da papa Giulio II.
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Furono realizzati inoltre alcuni murali che illustrano le vittorie di Firenze su Pisa e Siena mentre i
pannelli del soffitto realizzati dal Vasari celebrano l'Apoteosi di Cosimo I. Davanti alla porta
d'ingresso si trova la scultura chiamata la Vittoria di Michelangelo che rappresenta l'Ingegno che
uccide la Forza. Qui si trova anche lo studiolo di Francesco I de'Medici creato dal Vasari e decorato da artisti
manieristi. Tutte le opere conservate riflettono l'interesse di Francesco per le scienze e così le pitture
simboleggiano la Terra, l'Acqua, l'Aria e il Fuoco. Da visitare vi sono le sette sale del Quartiere di
Leone e la Sala dei Dugento. Nella seconda si può ammirare un magnifico soffitto ligneo e gli arazzi
eseguiti su disegni del Bronzino, del Pontormo e di tanti altri artisti. |
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Al secondo piano si trovano il Quartiere degli Elementi, uno dei tre appartamenti del piano.
I saloni sono dedicati ai vari membri dela famiglia Medici. L'appartamento privato della moglie di
Cosimo I si trova più avanti ed è composto da sei sale, la più bella delle quali è la Cappella di
Eleonora decorata dal Bronzino nella metà del '500. L'artista ha rappresentato scene della vita
di Mosè che rappresentavano simbolicamente la vita di Cosimo.
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La Sala dell'Udienza consente una splendida visione su Piazza della Signoria. La stanza mostra
un magnifico soffitto a cassettoni e un ricco ciclo di affreschi di Cecchino Salviati.
Una porta splendidamente intarsiata immette nella Sala dei Gigli così chiamata in quando adornata da gigli.
Si tratta di gigli dorati simbolo del re di Francia con cui la città di Firenze intratteneva
ottimi rapporti. Una parete è affrescata dal Ghirlandaio con i Santi Zanobi, Stefano e Lorenzo e
Sei eroi dell'antica Roma. Qui si trova anche l'originale di Giuditta e Oloferne di Donatello.
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Infine si può visitare la Cancelleria, ufficio di Macchiavelli, e la Sala delle Carte,
un ex guardaroba dove si riponevano gli abiti di cerimonia di Cosimo I. La stanza è
decorata con ben 57 carte geografiche dipinte dall'altronomo Fra'Ignazio Danti.
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