Fontana in Piazza della Signoria



Il Rinascimento

Il Rinascimento fu un periodo artistico e culturale che si sviluppò a partire da Firenze tra la fine del medioevo e l'inizio dell'età moderna, in un arco di tempo che va dalla seconda metà del XIV secolo fino al XVI secolo (1350-1500), anche se ovviamente si tratta di date impossibili da definire con precisione. Nel corso del XV secolo la città di Firenze aveva un reddito superiore a quello dell'intera Inghilterra, grazie alle industrie e soprattutto alle banche che avevano filiali anche in altre nazioni europee.





Da Firenze, considerata la culla del Rinascimento, lo sviluppo delle arti, delle lettere e delle scienze si estese soprattutto a Venezia e a Roma, poi nel tardo XVI secolo in tutta Europa. Altri importanti centri rinascimentali furono Ferrara, Urbino, Siena, Padova, Perugia, Vicenza, Verona, Mantova, Milano e Napoli. I Medici, signori di Firenze furono una delle più note famiglie principesche di Firenze, protagonisti della storia italiana dal XV al XVIII secolo. Oltre ad aver guidato la città di Firenze e la Toscana e ad aver dato i natali a tre papi e a due regine di Francia i Medici promossero l'arte, la cultura e la scienza, accolsero gli artisti e collezionarono le loro opere, i quadri, le sculture, i libri, i manoscritti rari.
Un primo esponente che fu anche un uomo politico di successo fu Salvestro de' Medici, che durante il Tumulto dei Ciompi (1378), in carica come gonfaloniere di giustizia, appoggiò le rivendicazioni popolari contro l'oligarchia cittadina: una linea politica che venne mantenuta anche nel secolo successivo. Giovanni di Bicci, fondando il Banco dei Medici e riuscendo a farsi affidare la gestione delle finanze pontificie, assicurò alla famiglia una solida ricchezza e prosperità. Suo figlio Cosimo Medici il Vecchio, fu un esponente politico che mantenne solo esteriormente un governo repubblicano riuscendo ad ottenere dal popolo il potere di nominare i candidati agli uffici del comune. In politica estera riuscì ma mantenere il predominio di Firenze in Toscana e bloccò le mire espansionistiche di Milano e Venezia nell'Italia settentrionale.



    Protagonisti del Rinascimento furono:
    Artisti
    come: Leonardo da Vinci, Leon Battista Alberti, Beato Angelico, Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Sandro Botticelli, Filippo Brunelleschi, Michelangelo Buonarroti, Donatello, Andrea Mantegna, Masaccio, Raffaello Sanzio, Tiziano, Piero della Francesca, Antonello da Messina.
    Autori come: Ludovico Ariosto, Leon Battista Alberti, Erasmo da Rotterdam, Francesco Guicciardini, Torquato Tasso.
    Filosofi come: Francesco Bacone, Francesco Guicciardini, Niccolò Machiavelli, Giovanni Pico della Mirandola, Giordano Bruno.
    Politici come: Cosimo de' Medici, Lorenzo de' Medici (noto anche come Lorenzo il Magnifico), Francesco Sforza, Ludovico Sforza, I Bentivoglio.
    Religiosi come: Papa Niccolò V Girolamo Savonarola, Martin Lutero, Niccolò Tartaglia, Leon Battista Alberti, Piero della Francesca.
    Scienziati come: Copernico, Giovanni Keplero, Leonardo Da Vinci.
    Esploratori e navigatori come : Giovanni Caboto, Cristoforo Colombo, Vasco da Gama, Ferdinando Magellano.



Con suo nipote Lorenzo il Magnifico la Signoria raggiunse il suo massimo culmine, appoggiato dal popolo, il signore di Firenze promosse l'arte in tutte le sue forme. Vennero però a meno le libertà del comune, in particolare dopo la Congiura dei Pazzi. Lorenzo Medici fu anche un grande politico che seppe mentenere un perfetto equilibrio non solo in città ma anche in tutto il territorio toscano. Purtroppo dopo la sua morte si verificarno gravi eventi come la presa del potere del radicale priore Girolamo Savonarola e la discesa di Carlo VIII di Francia in Italia.
Personaggio molto importante per Firenze fu il frate Girolamo da Ferrara, divenuto il Savonarola. Alla radice di tutte le sue prediche vi erano la proposta di una repubblica, cioè di un governo che voleva eliminare gli aspetti più paganeggianti e lussuriosi del Rinascimento, e l'idea di un processo di ripensamento e rinnovamento della tradizione religiosa che durò anche dopo la sua esecuzione al rogo il 23 maggio 1498.


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