Ponte Vecchio

CHIESA DI OGNISSANTI
La Chiesa di Ognissanti si trova nella parte ovest della città, una zone in cui venivano fabbricati i tessuti. La Chiesa fu fondata nel 1256 dall'ordine benedettino degli Umiliati, dedito alla lavorazione della lana. Furono loro a richiedere a Giotto la pala d'altare della "Maestà" che ora si trova agli Uffizi.





Quando la Chiesa passò ai francescani minori di San Salvatore al Monte, fu restaurata in stile barocco, anche se non era molto amata dai fiorentini rimane una delle più importanti opere barocche della città, l'unico a mantenere l'aspetto originale fu il campanile medievale. Al centro dell'isolato si trova un chiostro, costruito su progetto del Michelozzo, vera oasi di pace, ornato di affreschi, con Storie di San Francesco di Jacopo Ligozzi e Giovanni da San Giovanni che lavorarono dal 1616 a1 1624.
Al suo interno si possono ammirare gli affreschi di Domenico Ghirlandaio e Sandro Botticelli. La seconda Cappella sulla destra è consacrata alla famiglia Vespucci. Si tratta della Madonna della Misericordia, ritratta dal Ghirlandaio, Il pittore ritrasse il giovane Amerigo Vespucci, funzionario dei Medici a Siviglia, e grande navigatore (in suo onore fu chiamato "America" il continente americano) protetto dal mantello della Vergine. Botticelli eseguì un affresco in questa chiesa, si tratta del dipinto "Sant'Agostino nel suo studio" (1480), Agostino appare ispirato, con i simboli dell'umanesimo: l'astrolabio e il libro dei teoremi di Pitagora. Il pittore è sepolto in questa chiesa. Altre opere conservate nella chiesa sono di Domenico Ghirlandaio: la Madonna e il San Gerolamo. Gerolamo è raffigurato come un filologo in miseria, con accanto gli occhiali, la candela e le forbici. Fu chiamato anche a decorare il refettorio del convento, con l'aiuto del fratello Davide, realizzò un'Ultima Cena o Cenacolo (1480) in cui oltre al talento descrittivo dimostra la sua padronanza della prospettiva.



SANTA TRINITA
La chiesa si trova nella omonima piazza. Il nome "Trinita" ha l'accento sulla prima "i". La costruzione della chiesa risale al 1092, fu poi modificata più volte nel corso dei secoli, nel 1300 e nel 1330, tra il 1365 e il 1405, la facciata fu realizzata nel 1593-1594, tanti lavori hanno portato a far coesistere nella chiesa medievale diversi stili: l'interno è gotico mentre la facciata è manierista (realizzata da Bernardo Buontalenti) e la parete interna è romanica. Fu la prima chiesa fiorentina dei monaci vallombrosani la cui abbazia madre era sulle alture a sud-est di Firenze. Tale ordine, che ebbe molta influenza nella vita fiorentina, fu fondato dal Giovanni Gualberto, originario di una potente famiglia fiorentina.
Come tutte le chiese di Firenze anche Santa Trinita è ricca di opere d'arte: nella Cappella Cialli-Sernigi si trovano un affresco di Spinello Aretino, Matrimonio mistico di Santa Caterina, nella Cappella Bartolini-Salimbeni si trovano opere di Lorenzo Monaco, affreschi rappresentanti gli episodi della Vita della Vergine e una pala d'altare con l'Annunciazione. La Cappella è stata chiusa da una cancellata e fu decorata fra il 1420 e il 1425, la Cappella Ardinghelli ospita affreschi di Giovanni Toscani raffiguranti Gesù Crocifisso,



Nella Cappella di Onofrio Strozzi, appartenente a una famiglia di banchieri, progettata dal Ghiberti fra il 1418 e il 1423, si trovava la Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, ora collocata agli Uffizi e una Annunciazione di Jacopo da Empoli. Nella Cappella Davanzati si può ammirare l'Incoronazione di Maria di Bicci di Lorenzo. Nella Cappella Doni è conservato un crocifisso ritenuto miracoloso. Il presbiterio, sull'altare maggiore, ospitava una importante dipinto di Cimabue, la Maestà.
Nella Cappella Scali si trova la tomba di Benozzo Federighi, arcivescovo di Fiesole. Si tratta di una imponente composizione di Luca della Robbia trasportata qui nel 1896. La Cappella Sassetti posta nella parte destra del coro ospita un pregevole ma poco noto ciclo di affreschi di Domenico Ghirlandaio e bottega, con Storie di San Francesco d'Assisi (1483/1486), realizzati su commissione di Francesco Sassetti, un ricco banchiere al servizio dei Medici.




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